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Comune di Orgiano

Provincia di Vicenza - Regione del Veneto


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Personaggi illustri di ieri e di oggi

 

MATTEO DA ORGIANO                    

Letterato, umanista e diplomatico, nato a Orgiano tra il 1330 e il 1340. Fin da giovane si distinse come poeta, ma poi, grazie alla sua cultura e alla fama acquisita con le sue opere, fu assunto alla corte degli Scaligeri come Cancelliere. Con l'avvento di Gian Galeazzo Visconti a Verona, Matteo venne relegato a Voghera da dove ritornò dopo avere scritto un componimento elogiativo per il primogenito di Gian Galeazzo. Da allora diventò uomo di fiducia dei Visconti che si servirono di lui per alcune ambasciate ricordate dallo stesso duca di Milano. Venne decorato per le sue virtù dal re del Sacro Romano Impero Venceslao che gli affidò l'incarico di nominare i notai. Morì poco dopo il 1405, anno in cui scomparve il figlio maggiore Avogadro.

                                       

GIUSEPPE GROGGIA

Noto artista vicentino dell'Ottocento, nacque a Orgiano il 4 agosto 1818. Si dedicò all'arte della scultura dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti di Venezia ed operò quasi esclusivamente nella provincia di Vicenza dove era molto conosciuto. Le sue opere sono in gran parte di carattere religioso, scolpì figure di Santi, Madonne col Bambino e costruì altari. Il Groggia morì nel Novembre 1871 e nel 2002 una via del paese, in località Spessa, prese il suo nome.

 

CESARE CALIARI

Fu il medico condotto più amato dagli orgianesi che per molti anni dedicò ai sofferenti la sua scienza e la sua generosità, soprattutto alle famiglie bisognose. Nacque a Orgiano nel 1857 dove prestò servizio per quarantacinque anni, cioè fino alla sua morte nel 1943. Uomo stimato e di animo signorile, rimane il simbolo di quella nobile professione che ha fatto di lui un missionario. L'Amministrazione Comunale nel 1951 gli ha dedicato una lapide e gli ha intitolato una via centrale del paese, a ricordo della sua grande figura.

 

BEATO SILO

La figura del Beato Silo è avvolta nella leggenda, non tanto perché ci siano dubbi sulla sua esistenza, ma per la mancanza di notizie certe riguardanti la sua vita. La tradizione popolare lo venera come Santo, in realtà la Chiesa lo annovera tra i Beati.
Silo fu un eremita vissuto nel IX secolo, non si conosce la data di nascita, ma si sa che morì il 29 settembre del 1789. Tale notizia era riportata in un cartello inserito nella cassetta che conteneva i resti del Beato, conservata nell'oratorio della chiesa. Visse in solitudine tra i colli di Orgiano, in una località che tuttora è chiamata "Valle di San Silo".

 

ANTONIO FACCIN

Negli ultimi giorni della seconda guerra mondiale, in seguito ad un rastrellamento dei soldati nazisti, venne catturato un giovane diciassettenne, Antonio Faccin, assieme ad altre persone accusate di avere ucciso due tedeschi in ritirata. Rinchiusi in un casolare della frazione di Pilastro, i prigionieri erano in attesa di conoscere la propria sorte, cioè la fucilazione. Antonio per salvarsi tentò la fuga, ma la mitragliatrice di un nazista lo falciò in un appezzamento di grano dove morì dissanguato. Nessuno sapeva dove fosse, soltanto il giorno successivo la madre esasperata fece la macabra scoperta, trovandolo disteso in una pozza di sangue.

              

MAESTRO GIACOMO GOTTARDI

Giacomo Gottardi nasce ad Avesa-Verona il 5 gennaio 1898. In tenerissima età contrae malattia che lo rende cieco. Prima del tempo deliberato, viene accolto presso l’Istituto Configliachi per ciechi di Padova. Al termine di regolari studi, consegue lodevolmente il diploma di maestro di musica. Nel 1913, dopo aver già prestato encomiabile servizio di organo nell’insigne Basilica di Santa Giustina, viene richiesto dall’Arciprete dell’epoca, quale organista e istruttore del coro della chiesa arcipretale di Orgiano. Incarico che tiene per 75 anni. In questa lunga stagione, palesa virtù umane e capacità artistiche inconsuete, che generosamente distribuisce in campo religioso, scolastico e sociale . Musicista sapiente e compositore ispirato, è ricordato da un’innumerevole schiera di allievi come docente colto e amabile. Protagonista, con pochi altri, della rigenerazione musicale nelle chiese del territorio, è riferimento considerato ed elemento, spesso insostituibile, di attività culturali. Le Sue singolari qualità, il Suo inappuntabile contegno, la Sua nobile persona lasciano un indelebile ricordo in quanti L’hanno conosciuto e un luminosissimo esempio alle future generazioni. Benvoluto, stimato e rispettato, chiude la Sua giornata terrena il 13 dicembre 1992.

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