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Oltre alla chiesa parrocchiale, esistevano nel territorio di Orgiano, chiamate oratori, e costruite in gran parte come cappelle private delle famiglie nobili del paese.
Ad oggi due di essi sono scomparsi, la chiesa di San Feliciano, del secolo XIV, la chiesa di San Giovanni Battista, del 1508, mentre è stata ridotta a ripostiglio la chiesa di Santa Teresa
d'Avila.
Sono invece ancora efficienti gli oratori di
San Francesco d'Assisi, legato a Villa Fracanzan-Piovene, eretto nel 1668, e quello della nobile famiglia Dalla Banca, dedicato a
San Rocco, donato dagli eredi alla parrocchia e successivamente completamente restaurato.
Datato al XVI secolo, quest'ultimo oratorio conserva al suo interno una preziosa statua in terracotta del 1400 raffigurante l'effige della Madonna, venerata col nome di Madonna delle tempeste, secondo un'antica leggenda che afferma che una violenta tempesta impedì il trasferimento della statua dalla chiesa dove si trova a un altro ambiente.
Troviamo poi l'oratorio dei Santi Antonio e Abate
Lazzaro, a cui era annesso nel 1300 un convento e un ospedale. Una lapide in caratteri gotici è ancora ben visibile sulla facciata della cappella, che rimanda ai flagellanti che qui si trovavano e alle loro pratiche di penitenza.
La confraternita di flagellanti aveva fondato in Orgiano un ospedale, o lazzaretto, che ancora funzionava nel XVI secolo.
All'interno dell'oratorio trovava posto anche un affresco della Madonna con bambino, ora conservato in una parete della chiesa parrocchiale.
Questo dipinto non è tanto interessante dal punto di vista artistico, ma più da quello storico: alla base riporta infatti la preghiera più antica che si conosca rivolta alla Vergine.
La preghiera fu scoperta anche in un papiro egiziano del III sec. ed ha quindi un grande valore storico e teologico.
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